Vieni vieni, chiunque tu sia.

Vagabondo, devoto, amante degli abbandoni.

Non importa.

La nostra non è una carovana della disperazione.

Vieni, anche se hai rotto il tuo voto centinaia di volte.

Vieni ancora, vieni, vieni.”

                                       Rumi 

Lo yoga è disciplina.

Un po’ ci infastidisce questa parola.

La sentiamo sempre come una forzatura, come una mancanza di libertà e di azione Eppure ci sono momenti della vita dove più di ogni altra cosa abbiamo bisogno di stabilire un ordine in noi, di iniziare a darci il giusto valore rispetto a ciò che ci succede intorno e ai doveri a cui siamo chiamati nel quotidiano.

È sempre la vita nella sua globalità ad essere coinvolta nella nostra pratica. Mai solo il corpo.

Disciplina è non tirarsi indietro, ma entrare in noi con coraggio, acconsentendo ai pieni e ai vuoti che ci appartengono, senza entrare in conflitto con ciò che troviamo.

Disciplina è ciò che ci consente di mantenere questa intenzione nel tempo: essere per noi stessi una presenza amica. Sempre.

Ritorno a queste parole di Rumi come l’invito più dolce che lo yoga possa farci.

Non è importante quante volte abbiamo ceduto, quante volte ci siamo detti di no o quante volte ci siamo persi.

Il ritorno all’ interezza è un cammino che aspetta proprio noi.

È questa è la miglior disciplina.