In questi giorni d’estate, nel tardo pomeriggio, vedo spesso due o tre lepri nel campo dietro casa. Le lunghe orecchie attente che sbucano tra ciuffi d’erba rada e macchie di fiori gialli sono sempre capaci di attirare la mia attenzione e anche se lontana rimango un po’ alla finestra od osservare curiosa i loro balzi e le loro pacifiche soste.

Quanto ci lasciamo permeare dalla bellezza che ci circonda, dalle piccole meraviglie senza farci portare via subito dai pensieri e dal fare?

Per una donna è molto difficile concedersi dei momenti di gratuità. C’è sempre qualcosa che inevitabilmente si interpone tra il fuori e il dentro, tra il “per gli altri” e il “per sé”.

La nostra pratica non ci aiuta solo ad affrontare con equilibrio le urgenze della vita ma serve anche a questo. Serve a saper affacciarsi a quei momenti privi di finalità senza fretta e senza colpa.
Serve a saper ammirare il cielo, a chiudere gli occhi per ascoltare meglio il vento, a non fare nulla che sia dovuto o per forza speciale.

Resto un po’ alla finestra.
Occorre spezzare la catena delle corse
Occorre ricordare che siamo fatti anche di Spirito, di Eterno, di Invisibile.
Occorre ritrovare la pace della Vita.