Mi piace pensare che ci siano strade che ci scelgono da sempre, ci chiamano, ci attendono e quando siamo pronti in qualche modo ci rapiscono.

Così è stato per me.

Lo yoga mi ha cercata e anche se la mente titubava, anche se il fuori non capiva, qualcosa nel mio dentro percepiva già la bellezza di questo cammino.Qualcosa dentro intuiva che sarei rimasta qui.

Lo yoga è un sentiero di libertà.
Ci parla di noi, degli altri, di Dio.
È un mondo molto vasto in cui ogni parte del nostro essere viene amorevolmente ribaltata.
Veniamo accompagnati passo dopo passo ad abitare la vita in modo più consapevole, a mettere il cuore dentro ogni azione, a cercare quel centro in cui unificare gli opposti, a stare bene per far star bene.
Col tempo cambiamo modo di respirare, di pensare, di muoverci. Cambiamo prospettiva.

Oggi, in questo primo giorno d’estate, in questa giornata dello yoga come disciplina per l’intera umanità, ho scelto questo passo tra i tanti, meravigliosi versi, della Bhagavad-gītā.

Per colui che è sconnesso dal proprio Se’ non c’è vera sapienza e nemmeno stabilità mentale e nemmeno pace E senza pace da dove può giungere la felicità?” (II,66)

Il mondo ha bisogno di questa prima pace per essere in pace. Ha bisogno del nostro essere connessi e felici, del nostro Essere Yoga.