Nella loro leggerezza questi giorni di fine anno mi portano incontro ogni volta anche piccole prove, come se qualcosa di grande volesse richiamarmi alla promessa che mi sono fatta anni fa.
È come se il mio “Chi sono?” avesse sempre bisogno di una nuova ridefinizione a fine anno, di un nuovo ricollocamento e nello stesso tempo di ricentrarsi in quel “Chi sono davvero” che è la risposta.
È come se la domanda avesse bisogno di non perdersi più mille volte fuori e in mille altre domande, ma di ritrovarsi piuttosto dentro, perché è lì, sempre, la risposta.
Che sia un passaggio al nuovo anno di congedo e gratitudine, di fiducia e amore.
Che sia un lasciar andare ciò che non siamo, ciò che non ci occorre, ciò che appesantisce il nostro cuore.
Che siano questi nuovi 365 giorni la ricerca più libera e appassionata che possiamo desiderare.