C’è un breve momento della mattina in cui la luce del sole entra dalla finestra e illumina questo delicato angelo bianco che mi è stato donato.. Per me è come un invito ad aprire gli occhi alla bellezza del giorno, così come sarà, invece di lasciarmi intrappolare da ciò che la mia mente stabilisce già in anticipo.
Quanto interferisce quello che sappiamo sulla realtà?
Patañjali afferma che il nostro sguardo è sempre offuscato. Le nostre esperienze (e le nostre ferite) influenzino continuamente il modo in cui guardiamo la vita, le cose, le persone: non vediamo mai la pura e semplice verità.
Per questo, ci dice, occorre meditare, e farlo nel modo che sentiamo a noi più affine. Occorre dare alla mente una direzione ben precisa. Occorre lasciare che le idee e i ricordi si mettano da parte.
“Quando la mente è libera da distrazioni è possibile che tutti i processi mentali siano coinvolti nell’osservazione dell’oggetto (…) allora la mente- come un diamante perfetto – riflette solo gli aspetti dell’oggetto e niente altro.”
Come mi piace questa metafora usata in Yoga- sūtra: una mente diamante. Una mente trasparente, raffinata, non appannata da rabbie, paure, rimpianti o dissapori; una mente che si fa semplice strumento e si lascia permeare da una luce non sua.
Ripulire quel diamante ha diverse sfaccettature.
E’ essere capaci di accantonare i pregiudizi e incontrarsi dal cuore;
è accorgersi delle tante forme d’amore che ci circondano sempre;
è ricordarci che abbiamo un valore profondissimo che non dipende da nulla e da nessuno;
è ritrovare ogni volta che ci perdiamo quell’Amore da cui tutti siamo venuti.
Una mente diamante.
Che sia una domenica di piccole nuove illuminanti riflessioni
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