Sentire.
Dovrebbe essere l’atto più semplice, eppure sembra sempre il più difficile, tanto la mente controlla e tanto l’esterno ci chiama.
Per quello ritorniamo con costanza al corpo. Usiamo il corpo perché è il luogo in cui ritrovarsi, in cui ricordarsi questa prima azione elementare e re-imparare da qui la misura del nostro muoverci.
Che sensazione c’è in me in questo momento?
Come mi fa stare questa persona, questa situazione, questo ambiente?
Quale bisogno si nasconde sotto l’emozione che provo?
È il nostro bacino ad essere il luogo della svolta. Lì risiede il secondo centro energetico, Svādhiṣṭhāna. Lì la sede del nostro sentire emotivo, della nostra creatività, del nostro fluire con la vita.
Se non contatto, se non ascolto, se non armonizzo, come farò a fare passi nuovi?
Sentire e fare diventare questo fluire parola, riflessione saggia, azione giusta